Il debito fù costruito a tavolino, altro che italiani spendaccioni…
Il debito fù costruito a tavolino, altro che italiani spendaccioni…

Il debito fù costruito a tavolino, altro che italiani spendaccioni…

…e i suicidi degli imprenditori sono omicidi di Stato che rivelano la dignità non in vendita di tanti italiani.Vi rammento che la spesa italiana è inferiore di quello che a fronte viene incassato dallo Stato e che tutta la moneta in più è letteralmente scippata da un sistema creditizio ad usura costruito nel tempo con maestria satanica quanto perversa.Con il termine “divorzio” si menziona l’atto con cui Beniamino Andreatta, l’allora Ministro (1981), con una semplice lettera indirizzata al Governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi, pose fine all’acquisto illimitato dei titoli di Stato da parte della nostra banca centrale.Nel 1981 Andreatta (Ma che bravo italiano!), ignorando la sovranità del Parlamento, ed anzi trovando il modo per aggirare le norme vigenti si comportò in modo davvero SOSTANZIALMENTE insensato.Il costo del divorzio fu enorme con un debito che passò dal 58% del PIL al 120% e ciò in soli dieci anni. L’Italia iniziò a finanziarsi sui mercati a tassi che, al netto dell’inflazione, erano superiori rispetto a quanto avveniva precedentemente…altro che italiani spendaccioni!Veniamo al decreto di legge che la Sig.ra Laura Boldrini ha voluto far approvare.La squallida azione quella della Presidente della camera Laura Boldrini (Ma che brava italiana!) che ha fatto ricorso per la prima volta nella storia del parlamento repubblicano alla così detta “Tagliola” strozzando ed imbavagliando e tagliando le possibilità di dichiarazioni di voto dei deputati che si erano iscritti a parlare è stato aprire le porte allo “straniero” e farlo spadroneggiare in casa BANKITALIA ossia nel nostro Paese.Da un punto di vista giuridico va ricordato che l’ORO della allora Banca d’Italia poi Bankitalia SpA e quindi anche tutto il suo patrimonio è iscritto all’attivo patrimoniale e che “grazie” a questo infame decreto legge, l’oro è di coloro che detengono le quote della Banca d’Italia.Le riserve auree della Banca d’Italia devono tornare proprietà del popolo italiano e non di istituti di credito che, sul suolo italiano, grazie all’anatocismo bancario hanno letteralmente dilapidato interi patrimoni agli italiani e fatto fallire decine di migliaia di piccole e medie imprese inducendo al suicidio migliaia di piccoli imprenditori ed artigiani rifiutandogli un piccolo credito di sostegno.Io vorrei si parlasse di questi miliardi di euro e non inneggiare solo dei costi della politica o delle auto blu che seppur operazioni moralizzatrici non sono le cifre importanti della grande rapina in corso da settanta anni ad oggi.L’attenzione dell’opinione pubblica è volutamente e per l’ennesima volta deviata nei piccoli numeri.Il popolo italiano è invitato a prendere una posizione davanti a questa truffa colossale da parte di governi antidemocratici, antinazionalisti e traditori della Costituzione e a pretendere i COSTI dei grandi numeri. I tempi stringono e solo il diritto penale può ancora inchiodare i colpevoli.Fatevene una ragione…tutto il resto è propaganda o sono spiccioli.

Post di Anna Rossi

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